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INARCASSA E PREVIDENZA

 
I contributi soggettivi calcolati sul reddito prodotto e versati dal professionista ad Inarcassa sono sempre ammessi in deduzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF nel quadro RP rigo 24 del modello Unico.
I contributi integrativi calcolati sul volume d'affari sono invece un onere indeducibile nel quadro RP. Questo poiché i contributi integrativi sono assistiti dal meccanismo della rivalsa e non concorrono a formare il reddito professionale e non costituiscono base imponibile Irpef, si tratta di una maggiorazione percentuale applicata a tutti i corrispettivi rientranti nel volume d'affari.
Inarcassa prevede comunque il pagamento del contributo soggettivo e del contributo integrativo in misura fissa determinato su un presunto e teorico reddito professionale minimo il primo e su un presunto e teorico volume d'affari minimo il secondo.
La risoluzione prende in esame il caso in cui un contribuente abbia realizzato un modesto volume d'affari o addirittura un volume d'affari pari a zero. Tali professionisti sono comunque tenuti a versare il contributo integrativo minimo che sarà superiore a quanto possono addebitare al cliente. Venendo a mancare in questo caso la possibilità di rivalsa, resta a carico esclusivo del professionista l'onere del pagamento alla propria cassa di previdenza del contributo integrativo sicuramente fino alla soglia di quanto dovuto come minimo.
La risoluzione ammette quindi al professionista la possibilità di poter portare in deduzione dal proprio reddito imponibile quella parte di contributo integrativo rimasta effettivamente a suo carico.
Non possono usufruire di questa deduzione coloro che hanno optato per il regime agevolato per le nuove iniziative produttive (ex art. 13 L. 388/2000).
 
 
 
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