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Trasmettere la Città Sostenibile
Un progetto internazionale per comunicare i valori della sostenibilità urbana. Rassegna di eventi ufficialmente collegati al XXIII Congresso Mondiale UIA To 2008.


 

Link e Allegati

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

TRASMETTERE LA CITTÀ SOSTENIBILE

 

Workshop internazionale sull'area di Basse di Stura

 
 
 
Sabato 16 febbraio si è conclusa la settimana di lavori del workshop internazionale sull'area "Basse di Stura".

 
Hanno partecipato 92 giovani esperti under 40 provenienti da 10 Paesi: Italia, Spagna, Portogallo, Austria, Venezuela, Colombia, Gran Bretagna, Belgio, Algeria, Cina suddivisi in cinque gruppi interdisciplinari - non solo architetti, urbanisti e paesaggisti, ma anche biologi, economisti, sociologi, un fisico, una geografa e una ingegnere nucleare - guidati da 16 tutor. Nutrita la presenza e la partecipazione dei membri del comitato scientifico internazionale, che si sono confrontati con i singoli gruppi lungo l'arco della settimana.

L'area "Basse di Stura" è stata scelta come caso studio dalla Città di Torino e l'obiettivo del workshop è costruire una visione dell'area proiettata nel futuro e immaginare in "back planning" fasi incrementali a breve, medio e lungo periodo, per avviare un dibattito su temi concreti di trasformazione.

Ciascun gruppo si è dato uno slogan per comunicare i concetti portanti del loro progetto, che affrontano i temi dell'energia rinnovabile, della mobilità, di nuovi modi di abitare e di vivere il verde.
Il gruppo coordinato da Roberto Fraternali e Carlo Ostorero, denominato RE-GENERA[C]TION, propone un sistema di reti fisico-digitali strutturato sulle cascine esistenti, un sistema di collegamenti e di informazioni che, partendo dalla cascina Fossata, penetri verso nord l'area, intercettando un percorso ciclabile e di navette ecologiche che potrebbe connettere gli altri parchi urbani. L'idea innovativa di questo sistema deriva dall'uso dell'idrogeno di scarto della lavorazione industriale, già presente sull'area, che potrebbe alimentare gratuitamente gli autoveicoli che circoleranno in zona, ma anche predisporre punti di alimentazione per chi in città usufruirà di mezzi a idrogeno. La visione generale è quella della RI-GENER-AZIONE urbanistica e sociale, che può attuarsi sia all'interno dell'area che, con azione virtuosa, nell'intero territorio urbano.

"Dare la Stura alla creatività" è lo slogan del gruppo che, guidato da Alessandro Giangrande, intende coniugare la creatività con una strutturazione del progetto. I temi individuati sono stati: la connessione di via Reiss Romoli con il resto della città e con il verde, a sud; a nord, oltre la tangenziale, il tema agricolo-energetico e la ristrutturazione del waterfront e delle cascine. Una particolare attenzione si è concentrata sul sito della discarica Amiat, trasformabile in centro di ricerca dedicata all'energia rinnovabile.

Il gruppo di Roberto Pagani propone la sfida al cambiamento - "CHAlleNGE all energy" - affrontando tre focus: il "green flow", ovvero il verde bio-mimetico che non si nasconde ma utilizza tecnologie che si comportano come la natura (per esempio l'idrogeno dell'elettrolisi, che è una tecnologia bio-mimetica perché simula la foglia); la "new city life", che propone le piattaforme per "cyber nomadi", ovvero Basse di Stura vista come luogo di "atterraggio", di breve permanenza per tutti coloro che si spostano con una certa frequenza; le cascine come rete di un polo (che integra la presenza del centro ricerca Telecom) di innovazione sulle telecomunicazioni per la ricerca, la dimostrazione, la produzione e la vendita.
Riccardo Balbo ha svolto il suo ruolo di tutor con Erik Bichard e Steve Curwell. A partire da un processo di condivisione dei concept, il gruppo, sotto lo slogan BIO-BASSE, ha deciso di trasformarli in proposte che hanno carattere di precisione e chiarezza, per non definire tanto una forma (i tempi lunghi di realizzazione non lo consentono) ma un programma-progetto (che vuole sottolineare la le nuove funzioni pensate per il futuro di Basse di Stura).
Infine il gruppo di Mauro Berta e Gianluca Cosmacini ha lavorato sul concetto generale di sostenibilità, convinti che la discarica sia un'occasione da sfruttare. Il verde e l'acqua sono stati concepiti come assi ordinatori per sostenere le indicazioni progettuali. Sono state inoltre prospettate due strade: attivare la filiera del riciclo (un ecodistrict come nuovo insediamento produttivo legato al riciclaggio differenziato); individuare la discarica come fonte e serbatoio di energia (coniugando diverse tecnologie: fotovoltaico, idrogeno, ...).

Sulla base di questi stimolanti esiti nel prossimo futuro si continuerà a lavorare in stretta collaborazione con i sottoscrittori del Protocollo di Intesa con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione su questi temi fino all'occasione del Congresso Mondiale degli Architetti UIA Torino 2008, quando (il 2 luglio al Lingotto) i risultati del workshop su Basse di Stura e, più in generale i contenuti di "trasmettere la città sostenibile", saranno messi a confronto con altri casi studio internazionali.
Le Assessore Ilda Curti e Marta Levi hanno ringraziato tutti i partecipanti e rinnovato l'impegno dell'amministrazione a sostenere l'iniziativa.

Riportiamo alcuni commenti dei membri del comitato scientifico internazionale:
Gianni Scudo "è stato interessante come i gruppi hanno affrontato il tema della memoria e dell'identità locale di basse di Stura, anche se sono rimaste sullo sfondo alcune tematiche sociali. Sarà importante affrontare in futuro anche il tema dei nuovi modelli insediativi, cioè come cambierà il nuovo modo di abitare la città".
Helena Coch: "Il tema della sostenibilità è molto importante e attuale e dobbiamo lavorare soprattutto per recuperare gli spazi dela città degradati e residuali. Basse di Stura va curata come fossimo medici generici e non come sommatoria di piccole cure specialistiche, che non possono risolvere la complessità del problema".
Steve Curwell: "Per favore, non fermatevi ora! Si sono avviate grandi aspettative per tutta la comunità".
Andrea Kipar: "la presentazione dei cinque gruppi di lavoro è stata una passerella fulminante e per nulla noiosa. Recuperare la discarica sarà un tema dominante per la Torino del futuro. Un tema che può coinvolgere tutta la città e che può porre le basi per la rigenerazione di un nuovo paesaggio urbano".
Antida Gazzola: "è neccessario modificare lo stile di vita per il futuro delle città, con nuovi modi di abitare, di lavorare con spazi dedicati alla cultura e tutti i servi necessari per rendere una comunità parte della propria città".
Thomas Herzog: "non si può aspettare la scadenza dei trent'anni. Non abbiamo tempo. La velocità deve essere parte del processo perché il mondo sta cambiando velocemente.".
Pier Giorgio Turi, concorde con Herzog, ha chiuso il workshop con lo slogan - che è anche un invito - "slow city in fast time"
Carlo Novarino ha invitato a proseguire con l'impegno e a partecipare al Congresso UIA Torino 2008.


22/02/08


 
 
 
 
 
 
 
 
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