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CREARE PAESAGGI

 
 
 
 
 
 
Martedì 1 giugno 2010 ore 18.00
Circolo dei Lettori
via Bogino 9, Torino


Presentazione dei libri editi da Marsilio:

"Landscape to be. Paesaggio al futuro" (a cura di Claudia Cassatella, con i contributi di Rohit Aggarwala, Claudia Cassatella, Andreas Kipar, Rolf Kuhn, Claude Raffestin e James Wines)

"Transmitting Landscape. Comunicare il paesaggio" (a cura di Francesca Bagliani, con i contributi di Gustavo Ambrosini, Francesca Bagliani, Liliana Bazzanella, Jordi Bellmunt, Annalisa Calcagno Maniglio, John Dixon Hunt, Bernard Lassus, Domenico Luciani, João Nunes, Lars Nyberg, Maurizio Vogliazzo e Franco Zagari)


Intervengono:
Cristina Bianchetti, docente di Urbanistica del Politecnico di Torino
Antonio De Rossi, docente di Composizione architettonica e urbana del Politecnico di Torino
Guido Tiberga, giornalista
Saranno presenti le curatrici.


La Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Torino presenta due libri editi da Marsilio: "Landscape to be. Passaggio al futuro" (a cura di Claudia Cassatella) e "Transmitting Landscape. Comunicare il paesaggio" (a cura di Francesca Bagliani) martedì 1 giugno alle ore 18.00 presso il Circolo dei Lettori.
I due volumi raccolgono l'eredità della quarta edizione di "Creare Paesaggi", la rassegna biennale internazionale sulla cultura del paesaggio, promossa a partire dal 2002 dalla Fondazione dell'Ordine degli Architetti PPC di Torino, dalla Regione Piemonte e dal Politecnico di Torino, in partnership con la Biennale Europea di Paesaggio di Barcellona.

Nel 2008 la manifestazione aveva dato vita a due sessioni all'interno del XXIII Congresso Mondiale degli Architetti, interrogandosi sul concetto di paesaggio: quale ruolo gioca il paesaggio (e quale ruolo può giocare l'architetto) nel guidare scelte ambientali e nel dirimere possibili controversie tra ecologia ed estetica? Scelte come l'installazione di pannelli fotovoltaici o la creazione di parchi eolici, per esempio,  possono entrare in conflitto con la tutela del paesaggio. E in che modo la formazione e le azioni di sensibilizzazione possono contribuire allo sviluppo di una consapevolezza del valore del paesaggio?

In particolare, "Landscape to be. Paesaggio al futuro" si concentra sulla responsabilità della progettazione e della pianificazione (e quindi dell'architetto, ma anche del decisore) nel disegnare la trasformazione del paesaggio, veicolando valori condivisi o viceversa espressione di un'élite professionale.  "Il paesaggio può essere uno straordinario strumento di democrazia partecipativa, poiché è il modo in cui le persone percepiscono il loro ambiente" spiega Claudia Cassatella, e per questo motivo è stato utilizzato in esperimenti di visioning anche in riferimento a pianificazione d'area vasta. "La prefigurazione di scenari paesaggistici alternativi può rendere comprensibile al vasto pubblico la posta in gioco, creare nuove visioni e orientare l'azione collettiva. Certo è tempo di andare oltre il binomio, per quanto molto efficace, paesaggio-memoria e promuovere la creazione di nuovi elementi di valore" afferma Cassatella. "Se il diffuso desiderio di paesaggio  non è solo desiderio di radici, ma è desiderio di bellezza e di senso, il ruolo del paesaggio nel progetto e nella creazione di nuovi ambienti di vita è quello di offrire un nuovo mito a una popolazione che non può identificarsi in un passato condiviso, ma può farlo in un futuro comune, in uno scenario progettuale. Naturalmente non esistono immagini universalmente valide, ma risposte locali agli interrogativi e agli obiettivi generali evidenziati dalla comunità".

 "Transmitting Landscape. Comunicare il paesaggio", invece, intende indagare, ripercorrendo esperienze italiane e internazionali, come comunicare ad un pubblico vasto una cultura del paesaggio e come far comprendere la necessità del suo governo sotto forma di preservazione in alcuni casi o di recupero in altri.  "Le diverse edizioni della Biennale Europea del Paesaggio di Barcellona, costituiscono uno straordinario punto di osservazione delle realizzazioni e oltre mille progetti erano stati presentati per la selezione della prima edizione del 1999 e circa 500 per le edizioni successive. La prevalenza dei progetti provenivano da Francia, Germania, Olanda, Spagna, mentre i numeri della presenza italiana, parlano da soli: per le diverse edizioni della Biennale da 5 a 15 progetti realizzati in Italia su un numero di progetti segnalati variabili da 185 a 214 circa." Francesca Bagliani individua la ragione di questo insuccesso in alcuni fattori come la "non-committenza" ovvero "committenze pubbliche per le quali spesso il paesaggio è una questione decorativa. Il tema della comunicazione è poi un elemento fondamentale per la formazione, l'informazione e la ricerca di nuove e più coscienti committenze, interessate alla valorizzazione del paesaggio in un processo di governance del territorio". Per Bagliani una soluzione si può trovare nella formazione "è proprio quando si parla di una cultura del paesaggio che il tema della formazione di figure in grado di operare nel settore della conoscenza e dell'intervento sul paesaggio risulta di stringente attualità. Una formazione universitaria in continuo confronto con la professione e con le associazioni e le fondazioni internazionali che si occupano di paesaggio".


26/05/10



 
 
 
 
 
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