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NUOVE RISORSE CERCASI

 
 
 
Le risorse ambientali, culturali e paesaggistiche sono da sempre oggetto di sfruttamento economico. È il caso delle acque del Nilo, che rendendo fertili i territori è al centro di veri e propri conflitti e negoziati tra i Paesi che si affacciano su di esso. Il primo accordo risale al 1891 tra Londra che governava sul Sudan e Egitto e Roma che governava sull'Eritrea e ad esso ne sono seguiti molti altri, ma tutti a favore dei Paesi più a Nord. Infatti, degli 84 miliardi di metri cubi d'acqua che scorrono all'anno nel fiume, 55,5 sono destinati all'Egitto. Questa sproporzione è la ragione di un conflitto latente da circa 20 anni e che è scoppiato nei giorni scorsi, quando Etiopia, Uganda, Tanzania, Ruanda e Kenia hanno dichiarato l'intenzione di non rispettare più gli accordi del 1929 che garantivano all'Egitto il controllo anche sulle costruzioni che possono modificare la portata del fiume a monte.

Il Corriere della Sera, 29 giugno 2010
The Guardian, 27 giugno 2010

In Italia sono altre le risorse al centro del dibattito: strade, lidi, isole, caserme e palazzi storici saranno trasferiti agli enti locali che avranno la possibilità di venderli per risanare il debito pubblico. Dietro l'illusione del federalismo, secondo l'archeologo Salvatore Settis, si nasconde un'operazione di mercificazione delle risorse pubbliche per "fare cassa".

La Stampa, 28 giugno 2010

E persino i beni archeologici sono utilizzati per risanare i conti del Ministero: è in discussione infatti una norma che depenalizza il possesso illecito di un bene archeologico. Con l'"archeocondono" sarà possibile restare in possesso di beni trafugati illecitamente solo pagando una multa.

La Repubblica, 29 giugno 2010
 


01/07/10


 


 
 
 
 
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